studio dentistico dr. miotto

La carie dentale

La carie è un processo che causa una perdita progressiva di calcio e la distruzione dei tessuti duri del dente, cioè si crea una cavità, su una o più pareti del dente, che si ingrandisce sempre più. Le cause non sono ancora del tutto note, ma sappiamo che un ruolo determinante è svolto dalla placca batterica, una patina che può rivestire denti e gengive, costituita da batteri mescolati a saliva e a microscopici residui di cibo. La placca è ovviamente abbondante nelle zone meno pulite.
Altri fattori che contribuiscono alla formazione della carie sono:
_ una riduzione della produzione della saliva;
_ l’assunzione farmaci particolari;
_ la presenza di una malattia debilitante o di stress;
_ l’affollamento dentario che rende più difficili le manovre di igiene orale;
_ la perdita di sostegno dei denti in seguito a malattia parodontale.



Come si sviluppa la carie dentaria.

I batteri presenti nella placca trovano nell'impasto di saliva e residui alimentari un ottimo "terreno di coltura" per svilupparsi. In particolare, il contatto con sostanze zuccherine (derivate dai dolci, ma anche da pane e pasta) favorisce la fermentazione dei batteri e la produzione di acidi che possono attaccare i rivestimenti del dente. La dura barriera dello smalto viene decalcificata, provocando al suo interno delle cavità: appare allora una piccola macchia opaca o scura. Da questa iniziale erosione, ancora senza dolore, i batteri possono iniziare l'aggressione dello strato più interno chiamato dentina e raggiungere, infine, la parte centrale del dente, la cosiddetta polpa, ricca di vasi e terminazioni nervose.
PRIMA DI TUTTO PREVENIRE
Con la carie il dente viene gradualmente “distrutto” e questo è un processo irreversibile. Una volta formata, la carie può essere solamente rimossa e la parte danneggiata del dente viene ricostruita con appositi materiali (viene eseguita un’otturazione). Il modo migliore per salvare i denti è prevenire la formazione delle carie, quindi è consigliabile:
_ limitare il consumo di zuccheri: caramelle gommose, snack, bibite gassate, ecc.;
_ curare l’igiene orale utilizzando correttamente spazzolino e filo interdentale;
_ usare prodotti a base di fluoro (applicazioni topiche di fluoro tramite dentifrici, collutori o appositi gel);
_ fare visite di controllo periodiche ogni tre-sei mesi o una volta l’anno, sarà di dentista, valutata la situazione individuale del paziente, a consigliare la cadenza dei controlli.

Ogni volta che i cibi a base di carboidrati vengono introdotti nel cavo orale si determina un abbassamento rapido del pH, creando un ambiente acido dove si può verificare una demineralizzazione dello smalto (l'inizio della carie).
L’azione cariogena di questi alimenti aumenta, poi, in base alla modalità e alla frequenza di assunzione.
Ecco, allora, come prevenire le carie:
_ Concentrare l’ingestione degli zuccheri assunti con la dieta in un numero di volte limitato nell’arco della giornata (se possibile farli rientrare nei pasti principali).
_ Limitare al massimo gli spuntini e i dolciumi fuori pasto. Se creiamo un ”momento dolce” nella giornata dove consumare questi fuori pasto, la bocca sarà aggredita dagli acidi prodotti solo per un periodo di tempo limitato. Al Contrario, se continuiamo a consumare dolciumi ripetutamente (ad es. mangiare caramelle più volte nella giornata) manterremo un ambiente acido protratto nel tempo.
_ Spazzolare i denti al termine di ogni pasto. Se non è possibile spazzolare subito i denti, consumare gomme allo xilitolo che consentono di contrastare l’azione degli acidi riportando il valore del pH a concentrazioni più neutre. L'attacco acido è massimo nei primi dieci minuti dopo il pasto e la fermentazione batterica è particolarmente attiva durante la notte. Per questi motivi è importante ricordarsi di lavare i denti subito dopo ogni pasto, con particolare cura alla sera.
COME CURARE LA CARIE
L'otturazione dentale è la soluzione adeguata alla cura della carie. Quando la carie è cos' profonda da interessare la polpa del dente è necessario eseguire prima una cura canalare, in quanto nel dente aumenta la sensibilità al caldo e al freddo, alle sostanze acide o dolci, alle pressioni esterne anche minime, creando dolore anche in assenza di stimoli.
LE OTTURAZIONI
L’otturazione consiste nel sostituire la parte del dente intaccata dalla carie ripristinandola con un materiale adeguato. Al giorno d'oggi si utilizza solo la resina composita. Una volta si utilizzava l'amalgama d'argento. L’amalgama d’argento è un materiale metallico che veniva usato abitualmente per eseguire le otturazioni per i denti posteriori. E’ stato usato per molti anni ma i problemi di tossicità legati al mercurio, in esso contenuto, ne fanno un materiale potenzialmente pericoloso. Per questo motivo il nostro Studio, dal 1998, non esegue più otturazioni in amalgama d’argento.

MATERIALE COMPOSITO ESTETICO
I compositi, oggi, sono la scelta d’eccellenza per la riparazione dei denti, in quanto offrono un buon adattamento estetico e funzionale. Nell’eseguire un’otturazione in materiale composito estetico vengono rimossi lo smalto e la dentina compromessi dalla carie e non sostenuti. Viene eseguita la praparazione delle superfici tramite mordenzatura (cioè viene applicato un gel che rende il dente poroso, consentendo al materiale un adesione “più profonda”) e viene steso un adesivo, sul quale viene apposto il composito che si trova in forma di pasta modellabile. Dopo di chè si utilizza una lampada con un colore di una certa lunghezza d'onda, che permette al materiale di indurire. L’otturazione, oltre ad essere eseguita per curare una carie, può essere fatta per sostituire un’otturazione preesesistente quando questa è diventata carente nei bordi, oppure discromica (ha cambiato colore), oppure si è parzialmente rotta o perché si è formata al di sotto di essa una nuova carie. Quando il dente, a causa della carie, richiede un’otturazione di grandi dimensioni, per dare ancor più robustezza al dente, il dentista potrà consigliare altre soluzione come l’applicazione di un intarsio o l’inserimento di un perno dentale e la successiva ricopertura del dente mediante capsula.
INTARSI
Gli intarsi sono otturazioni eseguite in laboratorio, usate per i denti posteriori (premolari e molari). Dopo la rimozione delle vecchie otturazioni difettose, o della carie, viene presa un'impronta della cavità. In laboratorio viene quindi realizzato, in oro, in ceramica, o in resina, l'equivalente della parte mancante, che riempirà la cavità con estrema precisione, ricostruendo così la forma originaria del dente. Gli intarsi, alla fine, vengono cementati nella cavità. In altri casi, anche se il dente non è cariato, il dentista potrebbe proporre l’utilizzo di materiali compositi per migliorare l’estetica del sorriso: è il caso delle coronoplastiche.